Un autobus mandato dalla scuola venne a prenderci per portarci da Guangzhou a Shenzhen e i miei primi scorci di Cina sono stati Guangzhou dal finestrino!
giovedì 3 giugno 2021
Da Guangzhou a Shenzhen
Nella prigione dorata
Considerato lo stress da cui arrivavo (lezioni di notte, non riuscire a dormire per il caldo atroce e la rumorosità dei vicini italiani, il rientro in Inghilterra costantemente posticipato perché la lettera di invito tardava ad arrivare, le peripezie per il Visa e per il tampone…), la permanenza in albergo si prospettava come una lunga vacanza di relax.
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| Cibo non identificato! |
Ed i primi giorni è stato effettivamente così.
Però poi l’odore (che definirei puzza!) del cibo che ci veniva consegnato tre volte al giorno e la connessione internet che faceva abbastanza pena, insieme alla noia di avere un letto e un bagno a disposizione, stavano rendendo il tutto molto intollerabile.
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| Le colazioni "alternative" |
E decisamente volevo morire dallo schifo!!!
Passai il resto dei giorni a mangiare solo il riso in bianco, le uova lesse e i noodles a colazione. Ma il tutto restava molto inquietante.
Unica nota carina: durante quel periodo c’era una festività
in Cina e ci furono regalati una lanterna e degli altri regalini da parte dell’albergo.
Ma senza zampe-di-chissà-che-animale avrei apprezzato la permanenza molto di
più!
giovedì 27 maggio 2021
Dall'Europa all'Asia
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| Le hostess sul volo |
Il viaggio è stato veramente uno shock all’arrivo: dopo ore passate a dormire per passare dall’Europa all’Asia, è cominciata l’impresa che assomigliava ad una deportazione più che ad un atterraggio in un altro continente.
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| Le mie mani ai tempi del COVID |
Finite queste procedure, ottenuto il lasciapassare del tampone rapido, ci si doveva incolonnare in una immensa fila. La fila conduceva ad una serie di autobus. A gruppi si andava a riempire l’autobus successivamente disponibile, che portava in un albergo della città dove si sarebbe spesa la quarantena.
Davvero il non capire quello che ci dicevano e il non sapere dove si sarebbe finiti, faceva sembrare tutto irreale e molto prossimo alla deportazione. La cosa più brutta è che non siamo finiti neanche negli stessi alberghi con i colleghi con cui siamo partiti da Londra, visto che in tutta la trafila si finiva per capitare in posti diversi a momenti diversi, quindi imbarcati in un autobus differente.
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| La mamma è sempre la mamma |
E mentre io mi lavavo un po’ troppo spesso (addirittura più del mio già frequentissimo solito!) le mani e mia mamma metteva su un secondo orologio per capire a che ora del giorno mi sarei trovata da allora in poi, era passata una intera giornata dall’atterraggio a Guangzhou in mattinata all’arrivo nella (bellissima!) camera in cui avrei speso in totale solitudine i successivi quattordici alienantissimi giorni.
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| La mia camera di albergo |
mercoledì 26 maggio 2021
Tampone COVID: molto meglio senza collutorio!!!
Se le procedure per l’ottenimento del Visa erano state complicate, quello che ne è seguito è stato proprio da mission impossible!
Per poter partire per la Cina bisognava avere un test COVID negativo fatto non prima di 72 ore dalla partenza.
ottenuta la lettera di invito) un giorno, senza aver letto le istruzioni che, tra l’altro, precisavano di non lavarsi i denti con il collutorio, che poteva invalidare i risultati.
Prenotazione, andata a Londra con biglietto da prezzi esorbitanti, avventura in treno con tantissimi passeggeri senza mascherina, biglietto aereo Londra - Guangzhou già prenotato… e l’infermiera mi dice del collutorio. PANICO!!!
Decido di fare comunque il test.
Mi dissero che ci sarebbero volute al massimo 24 ore, 48 solo nel caso di risultato invalido ai primi due tentativi.
Pago allegramente 250 sterline (tanto me le avrebbe rimborsate il mio College!) e spero vivamente che vada tutto bene.
Passano 24 ore e nessun risultato. Telefono per sapere se fosse invalido o dovessi aspettare ancora.
Decido di andare a fare il test nuovamente, senza lavarmi i denti con il collutorio stavolta. L’infermiera, vedendo la mia angoscia, mi promette che stavolta avrebbe spedito il mio test al laboratorio più veloce tra quelli che lavoravano per la sua clinica.
Il risultato arriva entro 24 ore e via con il contattare l’Ambasciata Cinese che mi da’, finalmente, il permesso di imbarcarmi sul volo.
Per una persona ansiogena come me, mi sono diventati bianchi un altro milione di capelli.
E l’angoscia retroattiva nel ricevere i risultati del primo tampone soltanto dopo le prime 24 ore, il giorno speso per il volo e altri due giorni spesi in quarantena in albergo. E non era neanche dovuto all’invalidità del collutorio, ma soltanto alla lentezza di quel particolare laboratorio.
domenica 23 maggio 2021
Avventura Visa a Londra
Quando la scuola mi ha mandato l’elenco dei documenti da preparare per il Visa era gennaio, mi dicevano che avrei dovuto fare abbastanza presto perché sarebbe stato meglio produrre il tutto per maggio. La mia proverbiale pigrizia mi fece rimandare per qualche settimana, finché il grandissimo disastro mondiale scoppiò e si passò dal preoccupatissimo “Ma che ci vai a fare in Cina, che’ c’è il coronavirus?” di mia mamma ad Ambasciate e Consolati chiusi, viaggi proibiti, cinque mesi chiusa in casa in Inghilterra per il lockdown, spesa soltanto online, rapporti interpersonali soltanto via monitor…
Preparare la documentazione in questa situazione è stata davvero un’impresa, tanto che il giorno che sono uscita per ritirare il Visa è stata una celebrazione in giro per Londra: dopo aver affrontato orde di ragazzini in stazione e in treno che se ne fregavano delle mascherine, poliziotti del tutto indifferenti alla questione, gente che ha continuato a vivere per mesi come se nulla stesse accadendo… avevo finalmente il mio lasciapassare per abbandonare una nazione in cui mi ci rivedevo ogni giorno sempre meno. Ed era pure una bellissima giornata di sole!
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| A Londra per ritirare il Visa |
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| Londra è sempre bella |
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| Preoccupazione Covid zero proprio |
sabato 22 maggio 2021
Come sono finita in Cina
Tra tre giorni saranno esattamente otto mesi che ho preso quel volo che da Londra mi ha portata a Guangzhou, in Cina. Otto mesi spesi a cercare di capire, di ambientarmi, di scoprire, di imparare… non sono stati otto mesi semplici, ma sicuramente entusiasmanti.
Se penso al punto in cui l’avventura è incominciata, non so dove fermarmi andando all’indietro… davvero.
Stavo per laurearmi in Matematica e per sposare il mio all’epoca fidanzato, pronta a vivere una vita del tutto normale, con una casa al paese, dei bambini, un lavoro abitudinario… ma tutto sarebbe cambiato con una piccolissima decisione: lui aveva deciso che sarebbe voluto rimanere a lavorare nella nostra città natale, io volevo soltanto laurearmi (avendo fatto sacrifici abnormi per arrivare fino a meno un esame dalla laurea, visto che mi ero auto-finanziata sin dal liceo), lui mandò la mia domanda di assunzione ad una multinazionale che stava per aprire un terminal container nella nostra città, a me importava poco visto che i piani erano da anni quelli di emigrare a Roma o Milano, dato che da noi lavoro non ce n’è neanche a sognarlo e visto che non avevo il benché minimo straccio di una raccomandazione per essere presa in quel posto. Ma caso volle che avrebbero dovuto assumere centocinquanta dipendenti entro il 27 dicembre altrimenti avrebbero perso i sovvenzionamenti della Comunità Europea e io fui tra gli unici due presi senza conoscere alcun santo in paradiso.
Lì ho lavorato per tre anni, tra mille lettere di dimissioni scritte da me (che mi volevo laureare ed ero troppo stanca di svegliarmi al mattino alle quattro per studiare e poi andare al lavoro) e stracciate dal mio Capo del Personale (che mi spingeva a restare e a credere nella realtà aziendale) e lì ho conosciuto quello che sarebbe diventato il mio compagno di vita, il mio grande amore.
Peccato che lui fosse sposato e che la storia sia stata ostacolata in tutti i modi dalla mia famiglia: quale disonore una figlia modello come me con un divorziato… no, no e poi no!
Mi licenziai e questo portò non poca gioia alla mia famiglia che pensava avrei rotto con lui, ma noi continuammo a stare insieme e loro continuarono a rompere. Io, per lo stress, feci un concorso nelle forze armate: erano tutti test di logica-matematica e nessuna prova fisica, quindi una rammollita matematica come me si piazzò seconda su quindicimila partecipanti e, anche qui, senza uno straccio di raccomandazione, fui presa, perché farmi retrocedere al centocinquantunesimo posto sarebbe stata impresa ardua per chiunque.
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| Ufficiale in Marina |
Tre anni come Ufficiale nella Marina Militare, di base ad Augusta, Capitaneria di Porto e l’esame per laurearmi mi mancava ancora.
Mi congedai anche dalla Marina, tornai dai miei e, tra mille difficoltà legate al fatto che avevo dimenticato gran parte della Matematica legata a quell’esame e tra mille rotture per la presenza del mio compagno nella mia vita, riuscii a laurearmi e a scappare via. Destinazione Londra: corso di inglese e ricerca lavoro.
Non so perché, ma quell’anno c’era crisi nera a Londra e per lavori altamente qualificati quale quello che cercavo io (sviluppatrice software in ambiente Oracle) avrei dovuto preventivare circa sei mesi di ricerca, mi fu detto. Io dopo due mesi avevo dilapidato la buonuscita della Marina e i regali di laurea, quindi mandai il cv in Italia e trovai lavoro in meno di una settimana a Milano.
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| Corso di inglese a Londra, con insegnante "ispirativo" |
Wow, pensai, lavorare e viaggiare in qualsiasi parte del mondo, vivendoci stabilmente, così da poter girare, scoprire, visitare… che sogno. Peccato non poter insegnare inglese pure io. Ehi, ma io parlo un altro linguaggio universale: la Matematica!
I tre anni spesi a Milano lavorando come sviluppatrice software sono serviti solo per preparare l’occorrente (soldi, esami di lingua, domande alle Università…) per il prossimo passo: trasferimento in Inghilterra per ottenere un postgraduate per l’abilitazione all’insegnamento su curriculum britannico, così da poter insegnare in giro per il mondo, per scuole internazionali.
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| A Sunderland per il postgraduate |
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| Contratto firmato! |
Visto che la finalità era quella di viaggiare ed esplorare i dintorni quanto più possibile, la decisione è ricaduta sulla Cina, Shenzhen, sud-est asiatico, ad un tiro di schioppo da Taiwan, Tailandia, Vietnam… firmato il contratto a gennaio 2020.
E chi se lo immaginava quello che stava per accadere di lì a pochissimo…
lunedì 5 ottobre 2020
Cambio nazione... continente!
Questo blog è nato tanto tempo fa con l'intenzione di raccogliere dettagli sulla mia esperienza di insegnamento nel Regno Unito. All'epoca era un'esperienza abbastanza brave per me.
Il tempo e la voglia di aggiornarlo sono stati scarsissimi, ma ora si passa all'aggiornamento sulla nuova realtà scolastica, dopo un cambio continente che più complicato non avrebbe potuto essere!
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