sabato 12 febbraio 2022

Una porta o un paio di pantaloni?

La Porta d’Oriente, con i suoi 301,8 metri e 74 piani, è il secondo edificio più alto di Suzhou e si trova nel distretto SIP (China-Singapore Suzhou International Park), raggiungibile mediante la linea 1 della metropolitana, alla stazione di Dongfangzhimen.

Progettata dallo studio di architettura britannico RMJM, ispiratosi alle tradizioni cinesi combinate ad influenze occidentali, la Porta d’Oriente fu costruita tra il 2004 e il 2016, per un costo complessivo di 700 milioni di dollari, risultando un mix di pura forma occidentalizzata e sottigliezza cinese.

Adibita ad uffici, è stata descritta come l’edificio gateway più grande del mondo ed ha ricevuto numerosi elogi per il suo riconoscimento del contesto geografico e culturale.

La sua posizione indica precisamente l’intersezione dell’asse est-ovest del centro storico di Suzhou con la sponda occidentale del lago Jinji e la sua forma sta a simboleggiare una porta di ingresso alla città di Suzhou e rappresenta il significato della Cina nel mondo di oggi. 

La torre a due colonne si erge a picco sul lago ed è collegata da un imponente arco. In quanto punto focale del nuovo quartiere centrale degli affari, la Porta dell’Est ha tratto ispirazione dai riferimenti storici e culturali dei tradizionali famosi Giardini di Suzhou. Si trova direttamente sopra un importante interscambio ferroviario sotterraneo, che è completamente integrato nell’edificio.

Nonostante il suo significato simbolico, però, la porta è stata criticata e presa di mira da varie parodie su internet sia dai mass media occidentali, in quanto rappresenterebbe un’icona culminante dell’“architettura spettacolo del 21° secolo”, sia dai cittadini cinesi che, associandone la forma a quella di un paio di pantaloni, hanno dichiarato che camminare attraverso l’arco spalancato di questa porta sarebbe simile ad essere costretti “a strisciare tra le gambe di qualcun altro”. 

Addirittura l'agenzia di stampa statale Xinhua pubblicò un esilarante smontaggio dell’edificio, con un’introduzione che recitava: “È l’Arco di Trionfo con un tocco orientale, ma molti netizen cinesi pensano che assomigli a un paio di mutande lunghe”. Secondo Xinhua, gli utenti di Weibo hanno prima colto la tendenza, con centinaia di migliaia di commenti che dicevano “calzoni lunghi vs grandi boxer” o “Non importa che tipo di pantaloni siano, è una buona costruzione se non si sfalda”, “altrimenti, diventeranno pantaloni con il cavallo aperto”.






















 

martedì 8 febbraio 2022

Il Padiglione della Grande Onda

Il Great Wave Pavilion (Padiglione della Grande Onda) si trova al 3 Cāng Làng Tíng Jie, Suzhou, ed è uno dei quattro giardini più famosi della città.

Nel 1045, uno poeta della dinastia Song Su Shunqin (1008–1048), funzionario governativo dell’allora dinastia Song Settentrionale, fu bandito dalla corte nel quarto anno del regno Qingli (1041-1048 d.C.) dell’imperatore Renzhong (che regnò dal 1022 al 1063 d.C.), per presunti illeciti, che Su negò di aver commesso.
Con una storia simile a quella accaduta in un periodo molto successivo, durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.), al funzionario di governo caduto in disgrazia che si ritirò a Suzhou e diede vita al Giardino dell’Umile Amministratore, Sunqing fu retrocesso e inviato a Suzhou, dove acquistò, per 40.000 unità di denaro dell’epoca, un giardino fiorito imperiale che era stato costruito da un certo Sun Chengyou durante il periodo delle Cinque Dinastie (907-960 d.C.), su un ramo del torrente Fengxi che forma uno stagno di loto, caratterizzato da aria fresca, ambiente tranquillo e corsi d’acqua naturali e dove lui stesso fece costruire il padiglione in un ambiente adiacente all’acqua per esaltare la bellezza del giardino.
 
Il nome del giardino deriva da un verso di una poesia di Qu Yuan (ca. 340 a.C. – 278 a.C.), un poeta dello stato meridionale di Chu durante il periodo degli Stati Combattenti: nel suo libro “Songs of the South” il poeta scrisse “Se il fiume Canglang è sporco lavo i miei piedi fangosi, se il fiume Canglang è pulito lavo il mio nastro”, alludendo ad un funzionario onesto che si allontana dalla politica piuttosto che agire in modo corrotto. Su Shunqing scelse questo verso per esprimere i suoi sentimenti dopo essere stato rimosso dal suo incarico.
 
Alla sua morte il giardino passò attraverso molti proprietari e cadde in disuso fino al 1696 d.C., durante il periodo Kangxi della dinastia Qing, quando fu restaurato da Song Luo, il governatore della provincia di Jiangsu. 
A quel tempo la sua ubicazione fu spostata nei campi; furono costruite terrazze, corridoi e altri edifici e, accanto allo stagno, fu costruito un ponte in pietra che ne costituiva l'ingresso. 
Questa è la base fondamentale del giardino nel suo aspetto attuale.
 
Nel 1827 la proprietà fu trasferita al governatore Tao Zhu e, successivamente, nel 1873, al governatore Zhang Shusheng.
 
Nel 1955 il giardino è stato aperto al pubblico e nel 2000 è stato inserito tra i Monumenti del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, insieme ad altri giardini classici della città.
 
Sebbene sembri progettato in modo non sofisticato, il Padiglione della Grande Onda è il prodotto di un’attenta raffinatezza e di una pianificazione deliberata, basata sulla tradizione cinese dell’“uomo che imita la natura” e, pur essendo il più antico dei giardini dell’UNESCO a Suzhou, conserva il suo layout originale della dinastia Song settentrionale (960-1127), diviso in due sezioni principali. 

A differenza di altri giardini, il Canglang Pavilion, esteso per 10.000 metri quadrati, sottolinea l'armonia tra gli edifici artificiali e l'ambiente naturale e la sua unicità deriva in parte dal fatto di essere costruito attorno allo specchio d'acqua già presente dal precedente giardino, sebbene il giardino ricostruito abbia una disposizione completamente diversa da quella originale, e in parte, o forse principalmente, dalla cura dei dettagli, dove ogni sforzo è stato fatto per far sembrare l’illusione del mare e della montagna (cioè la piscina del giardino e i giardini rocciosi) come versioni miniaturizzate, o “bonsai”, della realtà.
 
Un altro aspetto che contraddistingue il Canglang Pavilion è il fatto che non è circondato da un muro che “privatizza” la vista del giardino, come accade per gli altri giardini nella città: il Surge Waves Pavilion è situato vicino a un grande stagno e l’acqua che scorre da questo stagno circonda metà del giardino e parte da sud, adiacenti all’acqua ci sono corridoi tortuosi, giardini rocciosi e alberi secolari; questo tipo di disposizione mescola le viste dall’esterno e dall’interno del giardino e prende in prestito la superficie dell’acqua per espandere il suo spazio, dando una sensazione di lontananza e spaziosità e lasciando intravedere l’interno del giardino dalla strada. 
Forse questa scelta voleva essere una metafora dell’affermazione del funzionario governativo accusato di non avere “niente da nascondere”.

Prima di entrare nel giardino, si incontra una bella piscina verde, circondata da salici piangenti.
 
All’ingresso si trovano un arco con inciso il nome del giardino e un ponte in pietra. 
Il centro del giardino, sia in senso figurato che letterale, è una serie di piscine collegate. 
 
Nel giardino si possono ammirare incredibili formazioni rocciose artificiali divise in due parti: sul lato orientale, la terra è mescolata con pietre gialle naturali e costruita in modo tale da assomigliare a una collina naturale; sul lato occidentale, pietre preziose e arenaria grigiastra del vicino lago Tai sono state utilizzate per creare un’altra collina dall’aspetto naturale. 
Tutte queste formazioni rocciose sono state piantumate con alberi verdi e bambù viridiano, che si aggiungono alla bellezza della scena e creano la sensazione di camminare in una primitiva foresta di montagna. 
 
Un corridoio coperto collega le varie parti del giardino: le piscine, le colline, i padiglioni e gli edifici. 
Lo stesso Canglang Pavilion è un pittoresco padiglione quadrato le cui travi hanno intagli intricati raffiguranti uccelli, fiori, animali e figure fatate. 
Camminando lungo questi corridoi che seguono un sentiero lungo le formazioni rocciose, con alberi secolari strategicamente piantati, sembra di camminare in una foresta primitiva.
 
Le architetture costruite nel giardino sono progettate in modo semplice e classico, presentando lo stile tipico della dinastia Qing (1644-1911).
Corridoi a zig-zag in tutto il giardino collegano i punti panoramici.
Sulle pareti dei corridoi sono presenti 108 finestre a traliccio, attraverso le quali si può godere della bellezza della piscina esterna e della collina al centro del giardino. Gli intricati motivi delle finestre sono interessanti ed esaltano la bellezza del corridoio: con diversi design impressionanti, queste finestre hanno un valore artistico estremamente elevato.
 
La Facing Water Veranda è una sala a quattro lati accanto all’acqua a ovest del corridoio, all’interno della quale ci si può sedere e bere una tazza di tè, mentre ci si gode il tranquillo ambiente circostante.

All’estremità orientale del corridoio, si trova un padiglione quadrato su una pietra accanto alla piscina: si chiama Fishing Terrace ed è un luogo perfetto per sedersi e guardare diverse varietà di pesci che nuotano in piscina. 

Attraversando il corridoio è possibile risalire la formazione rocciosa artificiale lungo un sentiero dolcemente tortuoso, tra un mare di alberi verdi, fino a raggiungere l’antico Padiglione Canglang, le cui travi sono scolpite con intricati motivi di bambini fatati, fiori, uccelli e animali.
Dall’interno del padiglione si può ammirare la bellezza dell’intero giardino. 

La Mingdao Hall è l’edificio principale nel giardino; al suo interno si trovano tre stanze che un tempo erano adibite a luoghi di studio degli antichi studiosi, arredate con mobili della dinastia Ming, in radice intagliata.
All’interno della sala, ci sono anche tre tavolette di pietra, tra cui l’immagine astronomica, l’immagine geografica e la mappa della prefettura di Pingjiang, tesori inestimabili di Suzhou. In una cornice di alberi secolari, la sala appare molto solenne. 

La Fragrance House si trova a ovest della Mingdao Hall. 
All’arrivo dell’autunno, la casa si riempie della delicata fragranza dell’osmanto profumato, che cresce all’interno del giardino. 
Dal suo interno è facile godersi sia la bellezza delle formazioni rocciose verdi e delle piscine blu, sia il debole profumo di osmanto che si aggiunge alla scena. 

Un altro importante edificio è la Sala dei Cinquecento Famosi Antichi Saggi: al suo interno si trovano le statue di pietra di 594 antichi saggi di Suzhou, racchiuse in pareti di vetro, a formare una grande galleria d’arte. 
La sala aggiunge un'atmosfera culturale alla bellezza naturale dell’intero giardino.
 
All’estremità sud del giardino, si erge maestoso un edificio a due piani chiamato Mountain-Watching Building: con le sue gronde volanti e gli angoli rialzati, è uno degli edifici più caratteristici ed offre una vista panoramica dell’intero complesso di giardini.

Sotto la sala ci sono due case in pietra, davanti alle quali c’è un giardino roccioso con la scritta “Yuan Ling zheng jian” (che il Dio del Giardino sia mio testimone) nella calligrafia di Lin Zexu, il funzionario che distrusse l’oppio illegale degli inglesi nel 1839. 
Dall’interno di questo edificio, si possono osservare le montagne circostanti e la bellezza dell’intero giardino. 

La Bamboo Forest è un altro bellissimo sito nel giardino: il bambù è una pianta tradizionale nei classici giardini cinesi e ci sono più di 20 varietà di diversi bambù nel giardino. 

Yin Xin Stone House, situata a sud-ovest del giardino, è una piccola grotta rocciosa dalla quale si può godere di una piacevole vista della città di Suzhou. 

Il Padiglione della Grande Onda offre splendide viste in tutte le stagioni: in primavera ci si può sedere sull’erba verde e godersi il bambù, durante l’estate ci si può sedere nei padiglioni e godersi i fiori di loto, durante l’autunno ci si può sedere in uno studio e sentire il profumo del profumato osmanto, in inverno ci si può sedere in una stanza e godersi i fiori di susino. 
Rocce, pareti ricoperte di fiori e tavolette aggiungono incanto e bellezza a questo antico giardino.
 























Nella prateria mongola