domenica 22 marzo 2026

Dove canta il deserto: tra le dune di Dunhuang

Dunhuang è uno di quei luoghi che sembrano esistere sospesi tra realtà e leggenda, una porta sul deserto dove il tempo rallenta e il silenzio diventa protagonista. Tra tutti i paesaggi che ho visitato, le Mingshashan (le “Montagne di Sabbia Cantante”) sono senza dubbio tra i più suggestivi.

Arrivando, la prima cosa che colpisce è l’infinito mare di dune dorate che si estende all’orizzonte. Le forme sono morbide, eleganti, quasi scolpite dal vento con una precisione artistica. Ma ciò che rende davvero speciale questo luogo è il fenomeno da cui prende il nome: quando il vento soffia o quando si scivola lungo i pendii, la sabbia emette un suono profondo, quasi musicale. Non è un rumore qualsiasi, ma una sorta di eco lontana, come un canto antico che attraversa il deserto.

Camminare su queste dune è già di per sé un’esperienza intensa. Ogni passo richiede sforzo, la sabbia cede sotto i piedi e il sole, implacabile, amplifica ogni sensazione. Eppure, c’è qualcosa di incredibilmente affascinante in questa fatica: è come se il deserto ti costringesse a rallentare, a essere presente, a sentire ogni movimento.

Ma il momento più memorabile della visita è stato senza dubbio il giro sul cammello.

Salire su un cammello per la prima volta è un’esperienza un po’ destabilizzante. Quando si alza, prima sulle zampe posteriori e poi su quelle anteriori, si ha la sensazione di essere proiettati in avanti e indietro allo stesso tempo. Una volta in movimento, però, il ritmo diventa sorprendentemente regolare. Il passo del cammello è lento, ondulato, quasi ipnotico e, dopo pochi minuti, ci si lascia cullare da questo movimento costante.

La carovana si snodava tra le dune, una fila silenziosa di viaggiatori che avanzavano nel deserto come in un’altra epoca. In quel momento, era facile immaginare le antiche rotte della Via della Seta, i mercanti, le lunghe traversate e il senso di avventura che doveva accompagnarle.

Il vento sollevava leggere nuvole di sabbia, il cielo era di un azzurro intenso e il contrasto con il colore caldo delle dune creava un paesaggio quasi irreale. Non c’erano rumori, se non il passo degli animali e qualche lontano soffio del vento. Era una pace rara, difficile da trovare altrove.

A un certo punto ci siamo fermati su una duna più alta. Da lì, la vista era semplicemente spettacolare: onde di sabbia che si susseguivano all’infinito, con giochi di luce e ombra che cambiavano continuamente. Seduta lì, ho avuto la sensazione di essere in un luogo senza tempo, dove tutto è essenziale e nulla è superfluo.

Dunhuang e le Mingshashan non sono solo una destinazione turistica: sono un’esperienza sensoriale completa. Il caldo, il vento, il suono della sabbia, il movimento del cammello… tutto contribuisce a creare un ricordo vivido, quasi tangibile.

È uno di quei viaggi che non si limitano a essere visti, ma che si sentono profondamente. E, una volta tornati, resta addosso una strana nostalgia per quel silenzio infinito e per quella bellezza così semplice e potente.

mercoledì 25 febbraio 2026

Mascate: tour della città di gruppo con guida, servizio di pick-up e pasti (Muscat Smart Tours)

La nostra esperienza più terribile con GetYourGuide, veramente pessima. 

Avevo contattato l’agenzia qualche giorno prima del tour, ma non mi hanno mai risposto.
Il giorno prima nessuno mi ha contattata per confermare l’orario del prelievo dall’hotel, quindi ho mandato un altro messaggio, ho pure telefonato varie volte ma nessuna risposta. 
Ho dovuto contattare in tarda serata l’assistenza di GetYourGuide per sollecitare il contatto oppure avviare la pratica di rimborso, visto il prezzo altissimo a persona per un city tour. Solo così hanno finalmente mandato contatto della guida e orario del prelievo. 

Al mattino ci si è presentato un ragazzo, Azzan, con una automobile abominevole rispetto a tutte quelle usate nei giorni precedenti dalle altre agenzie: sporca, con addirittura un seggiolino per bambini accanto al conducente e tantissimi fazzolettini di carta per terra. 
Il ragazzo, che non indossava neanche il tipico abito degli abitanti locali che tutte le nostre precedenti guide indossavano, ha pulito la macchina alla meno peggio dopo il nostro prelievo. 

La sua prima affermazione: “Se volete saltare qualche tappa ditemelo pure”. 
Come se avessimo pagato un tour per saltare le tappe! 
Gli abbiamo detto di non essere particolarmente interessati al museo, ma che avremmo voluto visitare tutto il resto. 

Ci ha portati in moschea e al souk, basta. 

Qualsiasi domanda gli abbiamo posto non ha saputo rispondere o ha cercato su Google. 
Si è giustificato dicendo che fa questo lavoro da soli due mesi. 
Poi è venuto fuori che è un ventenne che studia al college e che sta semplicemente facendo questo nel tempo libero. 
Ci è venuto addirittura il dubbio che la guida che avrebbe dovuto portarci in giro, con tanto di abilitazione e auto consona, abbia mandato un figlio o un conoscente ad accompagnarci. 

Ho chiesto della Corniche, ha risposto che è solo un lungomare e non ci ha portati. 

Per i forti ci ha detto che, essendo noi stati a Nizwa, non valeva la pena andarci. 

Mercato del pesce niente. 

Royal Opera vista dall’esterno per cinque minuti. 

Quando ci ha riaccompagnati in hotel gli ho chiesto del Palazzo Reale e ci ha risposto “Ah sì, ci siamo passati davanti e ho dimenticato di menzionarvelo, scusate”. 
Quest’ultima è stata veramente la cosa peggiore, visto che abbiamo preso un taxi e ci siamo fatti portare al Palazzo: il ragazzo non ci ha proprio portati fin lì, a quell’area non siamo mai arrivati, si è fermato alla zona del souk, quella del Palazzo era diversi chilometri più avanti, quindi non solo il pessimo servizio ma pure la presa in giro. 

Abbiamo speso 68 euro a persona per il giro alla moschea e al souk, che avremmo potuto effettuare da soli spendendo un decimo. 

Veramente pessima agenzia, pessima guida, pessima esperienza. 

lunedì 9 febbraio 2026

Un capolavoro buddhista lungo la Via della Seta

Il Giant Buddha Temple di Zhangye (张掖大佛寺) è uno dei complessi buddhisti più significativi della Cina nord-occidentale e rappresenta una testimonianza eccezionale della diffusione del buddhismo lungo l’antica Via della Seta.

Situato nel centro storico della città di Zhangye, nella provincia del Gansu, il tempio è un punto di riferimento culturale e spirituale di primaria importanza, visitato ogni anno da studiosi, pellegrini e viaggiatori provenienti da tutto il mondo.

Il tempio fu fondato nel 1098, durante la dinastia Xia Occidentale, in un periodo in cui Zhangye svolgeva un ruolo strategico come snodo commerciale e culturale tra la Cina centrale, l’Asia centrale e il mondo islamico. Grazie alla sua posizione lungo la Via della Seta, la città divenne un luogo di incontro tra popoli, religioni e tradizioni artistiche diverse.

Nel corso dei secoli, il Giant Buddha Temple fu ampliato e restaurato sotto le dinastie Yuan e Ming, conservando la sua funzione religiosa e rafforzando il suo prestigio come centro di culto buddhista nel Gansu. Il complesso attuale riflette quindi una stratificazione storica che testimonia oltre novecento anni di devozione e attività culturale.

Il fulcro del tempio è la maestosa statua del Buddha sdraiato, raffigurante Shakyamuni nel momento del passaggio al Nirvana. Con una lunghezza di circa 34,5 metri, questa scultura è considerata la più grande statua di Buddha sdraiato della Cina.

La statua è collocata all’interno della Sala del Buddha Sdraiato, un’imponente struttura lignea progettata per accoglierne le dimensioni monumentali. Il Buddha è rappresentato disteso sul fianco destro, con il capo appoggiato sulla mano, secondo l’iconografia tradizionale. Il volto esprime serenità e distacco terreno, mentre le proporzioni equilibrate e la ricchezza dei dettagli trasmettono un profondo senso di armonia e pace spirituale.

Il Giant Buddha Temple segue la disposizione assiale tipica dei grandi complessi buddhisti cinesi. L’area comprende:

  • una porta monumentale d’ingresso
  • cortili interni ordinati e simmetrici
  • sale di preghiera e padiglioni cerimoniali
  • edifici lignei con tetti a falde multiple e decorazioni policrome

Le sale sono arricchite da affreschi murali, statue minori e pannelli decorativi che illustrano episodi della vita del Buddha, figure di bodhisattva e motivi simbolici legati alla dottrina buddhista. Queste opere costituiscono una preziosa testimonianza dell’arte religiosa sviluppatasi nel Gansu tra il periodo medievale e l’età imperiale tarda.

Il Giant Buddha Temple non è soltanto un monumento storico, ma un luogo di culto attivo e uno spazio dedicato alla meditazione e alla contemplazione. Il tema del Nirvana, centrale nel complesso, invita il visitatore a riflettere sull’impermanenza della vita e sul percorso verso l’illuminazione.

Dal punto di vista artistico, il tempio rappresenta una sintesi tra tradizione buddhista cinese e influenze culturali della Via della Seta, rendendolo un sito di grande interesse per storici dell’arte e studiosi di religioni.

Il Giant Buddha Temple di Zhangye rappresenta un patrimonio culturale di valore inestimabile, in cui storia, arte e spiritualità si fondono in modo armonioso. La visita offre un’esperienza profonda e memorabile, permettendo di comprendere il ruolo fondamentale del Gansu come crocevia culturale e religioso lungo la Via della Seta.

 

Informazioni per la visita.

Il Giant Buddha Temple è facilmente accessibile dal centro di Zhangye ed è una tappa fondamentale negli itinerari turistici del Gansu. La visita può essere integrata con altri siti di rilievo della regione, come il Zhangye Danxia National Geopark, famoso per le sue montagne multicolori, e le antiche testimonianze storiche legate alla Via della Seta.

Si consiglia di visitare il tempio nelle ore mattutine, quando l’afflusso è più contenuto e l’atmosfera più raccolta.

È richiesto un comportamento rispettoso all’interno delle sale, in particolare nella Sala del Buddha Sdraiato, dove il silenzio contribuisce a preservare il carattere sacro del luogo.