domenica 21 novembre 2021

Il Grand Buddha che definire "grande" è riduttivo!

Il Grand Buddha di Lingshan è il punto spirituale di tutto il complesso chiamato Lingshan Grand Buddha Site, nella zona a sud della regione di Lesser Lingshan, sul monte Mashan, che ha una estensione di trenta ettari e rappresenta una delle attrazioni principali di Wuxi, nella Jiangsu Province.  

Durante la Dinastia Tang in questa area sorgeva il famoso templio buddista Xiangfu Temple. Per proteggere le reliquie e la zona tutta, si pensò di costruire una statua di Sakyamunisits alta 88 metri, proprio in prossimità della ricostruzione dell’antico templio.

A cinque minuti dall’area di parcheggio è possibile raggiungere una scalinata lunga 39.8 metri, alla sommità della quale si trova la statua del Gautama Buddha che, con la sua altezza (79 metri di statua appoggiata su 9 metri di piano di supporto, a forma di lotus, per un peso di 700 tonnellate), rappresenta la ottava statua più alta al mondo e la terza in Cina.
Completato nel 1996, il Buddha ha uno sguardo sereno ed è ricoperto su tutto il suo corpo di 1560 fogli di rame di uno spessore di 6-8 millimetri, che potrebbero ricoprire un’area di 9000 metri quadrati.

Per arrivare ai piedi del Buddha lo si attraversa all’interno, dove si possono ammirare statue varie della tradizione buddista.



































sabato 6 novembre 2021

Cinesina per mezza giornata

L’Hanfu è un abito tradizionale, usato dalla etnia degli Han in Cina, utilizzato durante gran parte del periodo precedente alla dinastia Qing.

Esistono diversi stili di Hanfu, ma il modello tradizionale prevede una veste o una giacca indossata come indumento superiore e una gonna come indumento inferiore. Inoltre l’Hanfu include diverse forme di accessori, come copricapi, calzature, cinture, gioielli e ventagli.

Sin dall’antichità gli indumenti superiori dell’Hanfu venivano indossati avvolti sul davanti, con il lato sinistro che copriva il lato destro e si estendeva fino alla vita destra di chi lo indossava.

Fin dall’inizio della sua storia, l’abbigliamento cinese Han era inseparabile dalla seta e dall’arte della sericultura. Inizialmente l’abbigliamento in seta veniva utilizzato per scopi decorativi a cerimoniali, mentre la gente comune utilizzava abiti a base di canapa. Ma al tempo degli Han la coltivazione della seta si era molto sviluppata, insieme all’uso di broccato, damasco, raso e garza.

I primi rudimenti di una struttura sistemica dell’abbigliamento in cui i colori, i disegni e le regole che ne governavano l’uso furono implementati in tutti gli strati sociali, vengono fatti risalire alla dinastia Shang (1600-1000 a.C.), quando l’Hanfu consisteva di una tunica lunga fino al ginocchio con polsini stretti e legata con una fascia e una gonna stretta che raggiungeva le caviglie di chi lo indossava.

La dinastia successiva, quella degli Zhou occidentale (1045-771 a.C.) istituì una rigida società gerarchica che usava l’abbigliamento come meridiano di status e, inevitabilmente, l’altezza del proprio rango influenzava l’ornamento di un costume. Tali indicatori includevano il tessuto, la forma, le dimensioni, i colori dei vestiti, il motivo decorativo, la lunghezza di una gonna, l’ampiezza di una manica… c’erano regole severe sugli abiti dell’imperatore, dei duchi feudali, degli alti funzionari, dei soldati, degli adoratori degli antenati, delle spose e delle persone in lutto.

Durante la dinastia Zhou, con la sua enfasi sulla cortesia ed i costumi, l'Hanfu assume forme specifiche e formali, in particolare compare l'Hanfu per le opportunità professionali.

Il codice di abbigliamento della dinastia Zhou orientale iniziò a venire meno verso la metà del periodo degli Stati Combattenti: molte regioni decisero di non seguire il sistema della dinastia Zhou e l'abbigliamento durante questo periodo era differenziato tra i sette stati principali (cioè gli stati di Chu, Han, Qin, Wei, Yan, Qi e Zhao).

All'inizio della dinastia Han non c'erano restrizioni sull'abbigliamento indossato dalla gente comune. Durante gli Han occidentali, gli editti imperiali sull'uso dell'abbigliamento generale non erano abbastanza specifici da essere restrittivi per il popolo e non furono applicati in larga misura.
L'abbigliamento era semplicemente diverso a seconda delle stagioni: blu o verde per la primavera, rosso per l'estate, giallo per l'autunno e nero per l'inverno.

Fu l'imperatore Ming di Han (58-79 d.C.) a formalizzare il codice di abbigliamento della dinastia Han nel 59 d.C., durante gli Han orientali.

Secondo il nuovo codice di abbigliamento, l'imperatore doveva essere vestito con un indumento superiore di colore nero e un indumento inferiore di colore giallo ocra. Esistevano dodici modelli di indumenti sacrificali e dodici ornamenti che potevano essere usati per differenziare i ranghi sociali. Inoltre, furono specificati i regolamenti sugli ornamenti usati da imperatori, consiglieri, duchi, principi, ministri e funzionari. C'erano stili distinti di abbigliamento basati sui ranghi sociali. Questi regolamenti erano basati su rituali confuciani.

Diversi tipi di copricapo, tessitura e tessuto, così come nastri attaccati ai sigilli ufficiali, venivano usati anche per distinguere gli ufficiali. Il sigillo ufficiale veniva posto in una borsa di pelle, messa alla vita di chi lo indossava e il nastro, che era disponibile in diversi colori, dimensioni e consistenza per indicare il grado, appeso fuori dalla borsa.

Nel corso degli anni, le donne della dinastia Han indossavano comunemente anche giacche e gonne di vari colori. La combinazione di capi superiori e inferiori nel guardaroba femminile alla fine divenne il modello di abbigliamento dell'etnia Han delle generazioni successive.

Durante le dinastie Qin e Han, le donne indossavano gonne composte da quattro pezzi di stoffa cuciti insieme; una cintura era spesso attaccata alla gonna.

I contadini, gli operai, gli uomini d'affari e gli studiosi, erano tutti vestiti in modo simile durante la dinastia Han; giacche, grembiuli e dubikun (pantaloni al polpaccio) o leggings erano indossati dai lavoratori maschi.

Le giacche indossate dagli uomini che si dedicavano al lavoro fisico sono descritte come una versione più corta di zhijupao ed erano indossate con i pantaloni.

Il jingyi (pantaloni) continuò ad essere indossato nel primo periodo della dinastia Han; altri pantaloni indossati durante la dinastia Han erano dakouku (pantaloni con gambe estremamente larghe) o dashao (pantaloni che erano legati sotto le ginocchia con delle stringhe); entrambi sono stati sviluppati dai pantaloni a vita larga introdotti dal re Wuling di Zhao.

Anche gli uomini della dinastia Han indossavano un fazzoletto o una corona sul capo.

L'Hanfu fu utilizzato per quasi 4000 anni e resistette fino alla fine della dinastia Ming.

Durante questo periodo, gli Han non ne hanno modificato le caratteristiche principali: l'Hanfu sviluppò le caratteristiche che lo contraddistinguono e divenne popolare ed è proprio alla dinastia Han che deriva il nome del gruppo etnico Han ed il nome dei loro costumi Hanfu.

Il periodo della dinastia Han fu straordinario ed importante nella storia della Cina, il popolo Han si formò durante questo periodo. Con il progresso della società, la cultura degli Han crebbe così fiorente che raggiunse livelli notevoli nel campo delle arti, delle scienze, dell'economia e dell'agricoltura.

Utilizzato durante la storia della Cina sia in epoca classica che moderna, condividendone la sua lunga durata e la sua storia, l'Hanfu è un pezzo importante del patrimonio culturale del popolo Han.

Purtroppo, a causa dell'invasione Manciù nel XVII secolo e il divieto di indossare l'Hanfu, molti Han, come la maggior parte del mondo, pensano ancora che i costumi mancesi, come il Tangzhuang ed il Qipao, siano i costumi tradizionali cinesi. Ma l'Hanfu non è completamente scomparso nel mondo moderno.

Durante feste tradizionali cinesi ed i giorni importanti della storia della Cina, si possono ancora vedere una minoranza di Han vestita con l'Hanfu: per la commemorazione degli antenati, per eventi patriottici, o per partecipare a una cerimonia tradizionale durante la quale i giovani Han, in genere dai 16 ai 22 anni, passano dall'adolescenza all'età adulta. Tradizionalmente essi sono considerati come adulti dopo la cerimonia, con tutte le responsabilità familiari e sociali che ne derivano. In passato, tutti gli adulti Han partecipavano a questa cerimonia. Attualmente, si stima che è meno di 1 su 1000 il numero di adulti Han che ne hanno preso parte.

Dopo la dinastia Han, l’Hanfu si sviluppò in una varietà di stili, che prevedevano l’utilizzo di diversi tessuti e differenti tecniche di lavorazione tessile. Molte volte gli stili vennero influenzati da popolazioni vicine, come i popoli nomadi a nord e le culture dell’Asia centrale ad ovest attraverso le Vie della Seta.

L’Hanfu ha influenzato l’abbigliamento tradizionale di molte culture vicine, come il kimono giapponese, l'hanbok coreano, il ryūsō di Okinawa e il vietnamita áo giao lĩnh.

L'Hanfu attualmente è utilizzato principalmente in ambiti religiosi, indossato dai sacerdoti durante le cerimonie.  Ma nei nostri giorni l’Hanfu sta riacquistando fama tra i giovani cinesi in patria e oltremare.
 





domenica 17 ottobre 2021

Tongli, paese sull'acqua

Tongli è uno degli antichi villaggi su acqua a sud del delta dello Yangtze River, nella Provincia del Jiangsu. 

Questi villaggi tipici sono famosi per le acque del fiume su cui si affacciano, per i ponti molto caratteristici e per le costruzioni storiche che sono rimaste inalterate nel corso degli anni.

Tongli occupa un’area di 133 chilometri quadrati e si affaccia su quindici fiumi e cinque laghi, che la dividono in sette isolette, affacciate sul Taihu Lake e collegate tra loro da quarantanove antichi ponti in pietra di vari stili architettonici.

La sua origine viene fatta risalire alla Dinastia Song, quindi Tongli ha una storia più che millenaria ed il suo valore culturale è molto elevato.
Originariamente chiamata Futu (che significa terra ricca), è stata aperta ai visitatori nel 1986 e oggi Tongli ha una popolazione di circa 33.000 abitanti.

Tongli ha una profonda tradizione culturale: fin dall’antichità pullulava di poeti, scrittori, pittori, studiosi di confucianesimo e funzionari governativi, che contribuirono allo sviluppo della cittadina che, tutt’oggi, ricorda i loro nomi nelle numerose tavolette di pietra di epoche diverse qui conservate e nei nomi delle strade.
A causa della sua lunga storia e particolare bellezza, nel 2004 Tongli, insieme con Zhouzhuang e Luzhi, venne inserita nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, soprattutto considerando il suo stato di conservazione eccellente, contrapposto al ritmo accelerato al quale numerosissimi paesi e villaggi storici cinesi scompaiono per dar posto a moderne costruzioni. 

Distante 18 chilometri da Suzhou e 80 da Shanghai, Tongli è raggiungibile molto facilmente via bus o via treno.

Di particolare interesse a Tongli sono Jiayin Hall e Congben Hall, costruite all’inizio del Novecento: all’interno di sale dall’architettura tipica cinese, sono esposti numerosi manufatti e sculture in legno di particolare pregio.

Un’altra attrazione imperdibile è il Retreat & Reflection Garden, giardino privato fatto costruire dal funzionario in pensione Ren Lansheng dal 1885 al 1887 su progetto di Yuanlon: grande circa 700 metri quadri, si trova al centro del paese ed è caratterizzato da padiglioni, torri, terrazze e un lago artificiale.
L'area residenziale a ovest è costituita da una casa esterna e una casa interna che comprende la sala della portantina, la sala da tè, una sala principale per i ricevimenti e due edifici che formano l'abitazione vera e propria.
Il giardino a est ha stagni, barche di marmo, padiglioni sull'acqua, sale, chioschi, verande, giardini rocciosi e ponti. Insieme ad alberi rigogliosi e fiori colorati, il giardino accoglie i visitatori con la sua bellezza e il suo fascino in ogni stagione. Nel 2001, anche questo giardino, con altri in Suzhou, fu inserito nella lista dei siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

L’immagine più famosa di Tongli è però quella dei Tre Ponti, che attraversano tre fiumi: sono i più famosi dei quarantanove ponti del paese e sono chiamati Taiping (Pace e Tranquillità), Jili (Fortuna) and Changqing (Celebrazione Eterna) e considerati architettura sacra dai locali.

Il Taiping Bridge venne costruito durante il regno dell’imperatore Jiaqing della Dinastia dei Qing (1644-1911), il Jili Bridge è un ponte ad arco con incisioni secolari, mentre il Siben Bridge (Origine Riflessa) è il più antico del paese, costruito durante la dinastia Sond (960-1279). Ergendosi imponenti su tutte le vicissitudini della cittadina, i ponti ne rappresentano la caratteristica essenziale.

Insieme a ponti ed edifici, una delle caratteristiche più tipiche di Tongli sono le strade strette e lunghe del paese, la maggior parte delle quali sono cave e lastricate in pietra. Alcune si snodano per oltre 300 metri e offrono scorci spettacolari del paese. Per esempio, Cangchang Lane (vicino Fuguan Street) permette l’attraversamento ad una persona alla volta e questo ha guadagnato alla strada il soprannome di "One Person Lane".

Molte strade a Tongli hanno un sapore antico, come la Mingqing Street, lunga 160 metri, che conserva il suo stile originale delle dinastie Ming e Qing. È lastricata in pietra e fiancheggiata da negozi su entrambi i lati, inclusi negozi specializzati, negozi di artigianato e negozi di snack.

Ci sono inoltre otto strade principali nell'antica città di Tongli: Zhuxing Street, Fuguan Street, Xinzhen Street, Shangyuan Street, Sanyuan Street, Dongxi Street, Yuxing Street e Nanxing Street. Le otto strade sono diverse l'una dall'altra nello stile: alcune sono tranquille, alcune sono parzialmente nascoste dagli alberi, alcune sono lungo il fiume e alcune sono piene zeppe di negozi, ma ognuna di esse è, in un qualche modo, impressionante.