sabato 10 giugno 2023

La Città del Bianco Imperatore

La Città del Bianco Imperatore, o Baidi Cheng in cinese, è una antica città fortificata situata nella regione montuosa del centro della Cina, nella Provincia di Sichuan. La città si trova sulla riva nord-ovest del fiume Yangtze, in una posizione strategica che controlla l’accesso ai passi montuosi che portano alla pianura centrale della Cina. La città è famosa per la sua lunga storia, che risale all’antica dinastia degli Han, e per la sua importanza culturale e religiosa ed è una delle destinazioni turistiche più importanti della provincia del Sichuan.

La Città del Bianco Imperatore si trova a circa 200 chilometri dalla città di Chongqing e può essere raggiunta in auto o in barca. Il modo più comune per visitare la città è in barca, poiché il fiume Yangtze attraversa le gole di Qutang, Wu e Xiling, che sono famose per la loro bellezza naturale e la loro importanza storica.

La Città del Bianco Imperatore fu fondata durante la dinastia Han, più di 2.000 anni fa, divenendo un importante centro amministrativo e culturale per la regione.

Il nome della città potrebbe essere attribuito alla nebbia bianca che un tempo circondava l’intera area, conferendole un aspetto piuttosto misterioso, proprio come dovrebbe essere un imperatore.

Altri attribuiscono il nome della città ad un mito secondo il quale qualcuno vide apparire un drago bianco, simbolo dell’imperatore, così il signore della guerra Gongsun Shu pensò che fosse un segno propiziatorio e si dichiarò Imperatore di Chengjia. Si diceva che Gongsun avesse fondato la città e si definisse l’“Imperatore Bianco”.

Successivamente, a seguito di conflitti tra piccoli paesi, la Città del Bianco Imperatore fu distrutta. Per quasi 2000 anni, la Città del Bianco Imperatore ha subito molti cambiamenti e ricostruzioni e, attualmente, è un luogo per conoscere la storia e ammirare personaggi famosi nei tempi antichi.

La città ha avuto un ruolo importante nella storia cinese, come sede della provincia di Ba, una delle prime province ad essere istituite durante l’era imperiale. Durante il periodo dei Tre Regni (220-280 d.C.), la città fu un importante centro culturale e militare, e fu sede di una delle prime scuole di medicina della Cina.

La Città del Bianco Imperatore era anche un importante punto di passaggio sulla Via della Seta, che collegava la Cina con l’Asia centrale e l’Europa. Durante il periodo dei Tre Regni (220-280 d.C.), la città divenne un luogo di scontro tra i regni di Shu e Wu, e fu conquistata dal generale Zhuge Liang.

La città è nota per la sua architettura tradizionale cinese, con edifici in legno e pietra che si adattano perfettamente al paesaggio montuoso circostante. La città è circondata da mura imponenti, costruite in epoca Tang (618-907 d.C.) e rafforzate durante la dinastia Ming (1368-1644 d.C.). Le mura sono alte oltre 10 metri e sono lunghe circa 2 chilometri, con quattro porte principali e numerose torri di guardia.

All’interno delle mura, la città ospita numerose attrazioni turistiche, tra cui il Tempio del Bianco Imperatore, o Baidi Miao in cinese, che si trova sulla cima della collina della città. Attualmente, a seguito della costruzione della diga delle Tre Gole, che ha portato diversi edifici e strutture ad essere sommersi dall’acqua, il tempio si trova su un’isola, collegata alla riva nord dello Yangtze da un ponte. Il tempio fu costruito durante la dinastia Tang (618-907) e fu ampliato durante la dinastia Song (960-1279). È dedicato all’imperatore Gaozu, fondatore della dinastia Han, e contiene numerose statue e dipinti raffiguranti figure storiche e mitologiche cinesi. Il tempio è situato in una posizione panoramica, da cui si può ammirare la bellezza del paesaggio circostante.

Un’altra attrazione molto importante è la Sala Tuogu o Entrusting Orphan Hall dove si può vedere la vivida scena di imitazione di Liu Bei che affida suo figlio e l’intero Paese al suo primo ministro Zhuge Liang.
La storia narra che Liu Bei, il primo re del regno di Shu, fu sconfitto dal regno di Wu e si ritirò nella Città del Bianco Imperatore. Poiché si ammalò gravemente ma suo figlio di nome Liu Chan era troppo giovane per prendere il controllo dello Stato, chiamò con entusiasmo Zhuge Liang a Baidi Cheng e affidò Liu Chan e l’intero Paese a Zhuge prima della sua morte.
Zhuge non governò il Paese come suo, ma istruì e aiutò sinceramente Liu Chan, sperando che si prendesse cura dell’intero Paese come da volere di suo padre. Questa storia commovente e famosa è stata raccontata di generazione in generazione e Zhuge Liang è sempre stato tenuto in grandissima considerazione per la sua lealtà e integrità.

Da visitare, inoltre, il Palazzo Mingliang che fu originariamente costruito a memoria Gongsun Shu, che aveva garantito una vita buona e pacifica alla popolazione locale durante gli anni del caos. Tuttavia, fino alla dinastia Ming, divenne il santuario di Liu Bei, Guan Yu, Zhang Fei e Zhuge Liang. Nella sua spaziosa sala si possono ammirare le statue colorate di quelle tre importanti figure storiche del Regno di Shu.
Tuttavia, durante il periodo della Rivoluzione Culturale, le teste delle statue delle quattro persone furono distrutte, mentre quelle dei quattro eunuchi furono conservate bene, in quanto appartenenti ad una classe sfruttata. Osservando le espressioni facciali dei quattro eunuchi, che dovevano essere molto simili a quelle delle quattro grandi persone, si possono intuire le eccezionali abilità di intaglio degli antichi artisti cinesi.

Di rilevanza artistica anche il Guanxing Pavilion o Observing Star Pavilion che si trova nel cortile fuori dalla Sala Tuogu, di fronte al Tempio Wuhou nella Città dell'Imperatore Bianco.
Costruito con 6 cornici e 12 pilastri, il padiglione ha un aspetto straordinario e imponente.
Secondo la leggenda, quando Zhuge Liang guidò l’esercito nella regione del Sichuan, qui studiava le stelle in modo da decidere la strategia per usare la forza militare, da cui il nome del padiglione.

Un’altra attrazione importante della città è il Museo del Bianco Imperatore, situato all'interno delle mura della città. Il museo ospita una vasta collezione di reperti archeologici e di artefatti storici, tra cui ceramiche, bronzi e sculture. Il museo è anche famoso per la sua collezione di manoscritti e libri antichi, tra cui alcuni importantissimi testi taoisti.

Un altro luogo di interesse nella Città del Bianco Imperatore è il Palazzo del Cielo Blu, o Qinyun Gong in cinese, che si trova alla base della collina della città. Il palazzo fu costruito durante la dinastia Ming e serviva come residenza per gli amministratori della città. Oggi, il palazzo ospita un museo che espone oggetti antichi e artefatti della Città del Bianco Imperatore.

Anche la Foresta di Stele è di rilevante valore culturale ed artistico: si possono qui ammirare oltre 70 opere eccezionali di varie scritture calligrafiche. E tra queste, le due più famose sono della dinastia Sui, con una lunga storia di oltre 1.300 anni.
Inoltre, ci sono due stele estremamente importanti: una è il poema della dinastia Tang scritto a mano dall’imperatore Kangxi della dinastia Qing; un’altra è un poema scolpito, ma che da lontano sembra un dipinto su bambù.

La Città del Bianco Imperatore è molto famosa per la sua natura incontaminata e i suoi paesaggi montuosi ma, oltre alle attrazioni turistiche, è nota anche per la sua cucina locale, che offre una varietà di piatti tradizionali della cucina cinese, tra cui piatti a base di carne di maiale, di pesce e di verdure fresche. Uno dei piatti più famosi della città è la zuppa di pesce del fiume Yangtze, una zuppa densa e saporita che utilizza pesce fresco del fiume e spezie locali.

La Città del Bianco Imperatore è anche celebre per le sue festività e celebrazioni, tra cui la Festa della Primavera.
Ma l’aspetto più importante della Città del Bianco Imperatore è il suo essere il migliore posto per apprezzare la magnifica Porta Kui, che è la foce della Gola Qutang delle Tre Gole sullo Yangtze. Sul retro della banconota cinese da 10 RMB c’è l’immagine di Kui Gate, quindi questo è il posto ideale per avere una foto con l’immagine reale del luogo e quella riprodotta sulla banconota.









































Cibo sulle bancarelle locali
 

 

Nella prateria mongola