domenica 12 settembre 2021

Pan Men

Suzhou è definita la Venezia asiatica e a Pan Men, area panoramica situata nell’angolo sud-ovest del Canale di Suzhou, è possibile ammirare delle gondole donate dalla città di Venezia, oltre che trascorrere la giornata passeggiando piacevolmente tra gli alberi del giardino, caratterizzato da canali, laghetti, una torre, una pagoda e gate di accesso con mura fortificate. Se si arriva presto al mattino si può anche osservare la gente che fa tai chi.

Si accede al giardino dal Pan Men Gate, che si stima essere stato costruito durante il periodo della Primavera e dell’Autunno, circa 2500 anni fa. Il gate faceva parte delle antiche mura cittadine, costruite nel 514 a.C., e ne rappresentava l’unico punto di ingresso. Era così caratteristico nella sua architettura (si dice che fosse l’unico ponte in Cina ad avere un ingresso inferiore via acqua e uno superiore via terra) che viene spesso chiamato “Land and Water Gate”. La struttura attuale è stata ricostruita nel 1986.

Per attrarre un maggior numero di turisti, la città di Suzhou ha costruito, intorno a questo gate, una immensa area panoramica, grande 500x200 metri. Il giardino è, quindi, più recente degli altri visitabili nella città ed è una combinazione di elementi tipici dei giardini classici cinesi e di concetti di giardinaggio più occidentali. Per questa ragione il giardino è più ampiamente distribuito rispetto agli altri di Suzhou ed è per questo che, a differenza degli altri giardini tipicamente cinesi, in questo viene data più importanza al verde e ai colori dei fiori, con un risultato molto pittoresco. In particolare in aprile le peonie in fiore sono spettacolari.

Seguendo il parco è possibile ammirare la riva del fiume Waicheng, fino ad arrivare al ponte antico di 900 anni, il Wumen Bridge, che costituiva l’ingresso al gate e rappresentava, all’epoca della sua costruzione, il più alto ponte di Suzhou. Il ponte di pietra è alto undici metri, lungo sessantasei e ci sono cinquanta gradini su entrambi i suoi lati.

Nel giardino è possibile ammirare anche la Ruiguang Pagoda, la più antica di Suzhou, costruita nel 247. Fatta di mattoni e piattaforme di legno, la pagoda ha dei semplici intagli rappresentanti scene buddiste alla sua base.

Si racconta che una figura molto famosa della storia cinese, Sun Quan, un uomo che fondò uno stato chiamato Wu dopo la caduta dell’impero Han, costruì una torre in questa posizione, dedicandola a sua madre.

La struttura attuale risale al 1125, ricostruita da un facoltoso uomo locale, ma venne danneggiata pesantemente nel diciannovesimo secolo, poi ricostruita con statue e incisioni nel 1978. Si dice che i gioielli ritrovati al suo interno fossero di valore molto elevato.

A 100 metri ad est dell’ingresso principale al parco è visitabile anche una torre chiamata Auspicious Light Tower o Rui Guang Ta. 





































































sabato 4 settembre 2021

Parco dal nome sconosciuto!

Il mio compagno e io abbiamo per anni vissuto a distanza, lui in Italia, io in Inghilterra, ma riuscivamo a vederci molto spesso: lui saliva da me per un weekend lungo ogni tre settimane, io scendevo da lui per una decina di giorni dopo altre tre settimane e per quasi due mesi durante l’estate.

Quando ho accettato il mio nuovo lavoro in Cina siamo partiti dalla consapevolezza che ci saremmo visti meno del solito ma che l’esperienza, che io sognavo da anni, sarebbe valsa decisamente la pena: sarei tornata per Natale, lui sarebbe venuto da me per viaggiare per la Cina per tre settimane durante il Capodanno cinese, poi di nuovo durante l’estate.

Firmai il contratto e… tutto il casino del COVID ebbe inizio: lockdown, separazione di cinque mesi forzati, una serie di eventi tristi accaduti nel mezzo… rientrai in Italia per le vacanze estive più asociale e paranoica che mai. Sarei dovuta ripartire per la Cina ad inizio agosto, ma il visto impiegò molto per essere rilasciato, quindi rimasi là fino a metà settembre.

Partii tra mille dubbi e incertezze, nella speranza che di lì a breve la situazione sarebbe migliorata. Con questo stato d’animo decisi di visitare dapprima tutti i posti meno famosi della Cina, lasciando Pechino, Shanghai, Hong Kong e Macao per ultimi, per quando il mio compagno avrebbe potuto raggiungermi e viaggiare con me in questo immenso e affascinante Paese.

Tutti sappiamo come sono andate a finire le cose e che quindi tra po’ visiterò Pechino da sola, ma a febbraio ero ancora in uno stato d’animo speranzoso: avevo visitato Xi’an e dintorni a Natale, avevo fatto due settimane di “prigionia” durante le vacanze del Capodanno cinese con la scuola e la Provincia che ci “consigliavano caldamente” di non partire per posti in altre Province, avevo visitato tutto quello che potevo a Shenzhen tentando di far scomparire quello stato d’animo di prigioniera in una città da milioni e milioni di abitanti, quando ad un tratto non so chi mandò una email da scuola dicendo che forse forse, senza dirlo troppo in giro, tutte le restrizioni sull’allontanarsi dalla Provincia erano state allentate.

Non finii neanche di leggere l’email che mi precipitai a comprare biglietti aerei e prenotare l’albergo: destinazione Suzhou, con i suoi splendidi giardini.

In tutta sincerità il viaggio non è stato uno dei meglio programmati, visto che l’avevo pensato molto prima delle vacanze, ma poi messo da parte, depressissima.

Se si aggiunge pure la disabilità totale con la comprensione della lingua cinese scritta e parlata (che mi ha portato successivamente a capire che sarebbe stato meglio affidarmi ad una agenzia con tanto di guida turistica capace di parlare in inglese!), mi sono trovata in posti di cui ignoro il nome e di cui non posso fornire alcun dettaglio, se non le foto, come questo parco.

Arrivata in città ad un orario che non mi consentiva di andare ad esplorare una attrazione famosa (per la quale sarebbe stato necessario più tempo) ma anche non consono per andare già a letto, cercai di andare in uno dei parchi nella mia lista di attrazioni consigliate, ma mi sa di aver sbagliato completamente direzione. Mi ritrovai comunque in un posto bellissimo e con la luce del tramonto che lo rendeva ancora più incantevole.