mercoledì 29 febbraio 2012

Interview: la mia esperienza a Portsmouth (procedure iniziali)

Dopo aver fatto le tratte Bari - Londra Stansted in aereo, Londra Stansted - Londra Liverpool Street in treno, Londra Liverpool Street - Londra Waterloo Station in metro e Londra Waterloo Station - Portsmouth in treno, sono finalmente arrivata nella città della mia interview, il giorno prima della stessa.
L'albergo che avevo scelto è vicinissimo all'Università, quindi ho dovuto soltanto cercare l'edificio esatto in cui era fissata l'interview, missione semplicissima da realizzare.

Il giorno successivo il mio portatile, acceso per sicurezza mentre mi vestivo, aveva deciso di farmi venire un colpo al cuore: non si accendeva più...
Disperazione TOTALE: c'era la mia presentazione lì, cavoli... ci avevo lavorato giorno e notte...
Tra l'impiccarmi nel bagno di un hotel inglese e lo sperare che si ripigliasse, ho scelto la seconda... così è stato, ma ho perso un po' di tempo sulla mia tabella di marcia prestabilita.
Sono comunque arrivata in Università alle 9.00, mezz'ora prima dell'appuntamento.
C'era solo una ragazza inglese nell'aula dell'incontro e con lei ho aspettato l'arrivo di tutti gli altri.

Nell'aula c'era una macchinetta del (chiamiamolo!) caffè a nostra disposizione, banchi e una lavagna elettronica.

Qualche minuto prima delle 9.30 è arrivato il prof. che ci avrebbe illustrato tutte le procedure e alcune sue colleghe.
Ci hanno fatto compilare un modulo con in nostri dati e hanno preso i nostri documenti per controllarli. Li hanno portati via e ce li hanno restituiti nel pomeriggio, alla fine di tutta la procedura.

Quando siamo arrivati tutti (sfatiamo un mito: un inglese è arrivato alle 9.35!!!!), il prof. ha illustrato quello che è il PGCE a Portsmouth, come funziona, quanto costa,  come è associato alle borse di studio, come è associato alle scuole in zona, come porti al conseguimento del QTS etc etc etc (cose che uno dovrebbe già sapere se sta facendo domanda!).

Dopo di questo siamo stati divisi in tre gruppi di cinque persone ciascuno.

to be continued

Observation: la mia esperienza a Nottingham

Mentre si procede con la preparazione della documentazione per l'application, è bene portarsi avanti con un'altra attività che può richiedere un notevole dispendio di tempo: la ricerca della scuola presso la quale effettuare una observation.
Provenendo da un sistema scolastico totalmente diverso da quello inglese, infatti, a noi italiani le Università inglesi richiedono un periodo di osservazione nella scuola superiore inglese, sia per prendere una minima dimestichezza con il loro sistema scolastico, sia anche per capire se effettivamente la professione dell'insegnante sia quello che ci interessa davvero.

La durata richiesta può variare dai pochi giorni (soprattutto se si è nel periodo in cui le scuole stanno per chiudere, oppure nella fase finale delle selezioni per il corso che sta per cominciare) alle due settimane (richieste dalla stragrande maggioranza delle Università).
Siccome non è abbastanza semplice trovare scuole che concedano un periodo così lungo di observation, conviene partire mentalmente con l'eventualità di fare una settimana in una scuola e una settimana in un'altra scuola. Ma tentar non nuoce: si chiedano le due settimane, se la scuola risponde che sono troppe, si scenda ad una settimana.

Come dicevo, non è semplicissimo ottenere una observation: le scuole sono tempestate di domande di studenti in tal senso, quindi nella maggior parte dei casi tendono a rifiutare.
La cosa meravigliosa è che, al 99% dei casi, rispondono dicendo "No, grazie, non possiamo, ma in bocca al lupo"... cioè: RISPONDONO! Non cestinano le email senza neanche leggerle, Italian-style!!!!

La mia tattica è stata questa: ho preso gli indirizzi email di tutte le scuole delle città in cui mi sarebbe piaciuto andare a trascorrere due settimane (beh, dopo le 15.00 si è liberi, quindi via con il turismo pomeridiano!!!) selezionandoli da questo sito http://www.schoolsnet.com/uk-schools/schoolHome.jsp.

Ho scritto un testo che ho utilizzato per tutte le email, nel quale dicevo un paio di cose su di me (come mi chiamo, da dove vengo e quale laurea ho), dicevo di essere intenzionata a seguire il PGCE nel successivo anno accademico e che, pertanto, necessitavo di due settimane di observation nella scuola inglese, chiedendo se fosse possibile effettuarle in quella scuola. Ringraziamenti e ciao!

E' ovvio che, se mi si chiede quando è meglio fare domanda per l'observation, la mia risposta è: prima è, meglio è. Anche perchè l'importante è ottenere la diponibilità della scuola, dopodichè ci si mette d'accordo con loro su eventuali loro e nostre disponibilità (visto che ci sono da considerare le loro chiusure per vacanze varie e per half term, oppure i loro periodi di esami, durante i quali non si osserverebbe alcunchè!).
In linea di massima è bene tenere presente che le scuole inglesi aprono a settembre (ma non vi concederanno mai di fare observation nelle prime due settimane, molto organizzative e incasinate!) e chiudono a luglio (anche qui, non è che sia consigliatissimo aspettarsi di andare a fare l'observation l'ultima settimana di scuola, anche perchè si osserverebbe solo la voglia degli studenti di andare in vacanza!!!!). Meglio puntare a periodi intermedi non coincidenti con i periodi di vacanza.

Io ho fatto richiesta due volte: la prima nel 2011, poi nel 2012 richiesi una observation su Edimburgo (che ottenni, ma non andai a fare per ragioni successive).
In entrambi i casi ho tempestato varie città di centinaia di email (tanto non si paga!!!).

Il mio consiglio è di scartare le scuole che vi rispondono che, anche soltanto per osservare presso di loro, occorre il DBS (nuovo nome per il CRB, corrispondente inglese del nostro casellario giudiziario), perchè ottenerlo da "privati cittadini", ossia senza l'intervento dell'Università, è davvero difficile (diventa tutto più semplice una volta che si riceve l'offerta dall'Università: si fa domanda del documento tramite loro e il problema è risolto) ed, in fondo, ci sono tantissime altre scuole su suolo inglese che non lo richiedono!

Sono stata davvero fortunata: a Nottingham ho "trovato" un Preside innamoratissimo dell'Italia (voleva addirittura comprare una casa nel Salento!) che mi ha concesso l'observation di due settimane nella sua scuola, la diciannovesima nella graduatoria nazionale di tutte le scuole inglesi!
E così sono partita per le mie due settimane di observation.

to be continued

Application: procedura online

Application: personal statement

Application: referenti

Application: conversione dei titoli

Intanto che si sono contattate le Università di interesse e, in attesa di un loro riscontro (che nella maggior parte dei casi arriva entro pochissimi giorni), si può procedere con la conversione dei titoli, necessaria per qualsiasi Università si sia scelta.

L'Agenzia accreditata che se ne occupa è il NARIC. Attraverso il loro sito web è possibile espletare tutta la pratica (a pagamento: quando lo feci io - nel 2010 - costava 44 sterline).

Quello che occorre farsi riconoscere sono:
  • il diploma di laurea
  • il possesso dell'equivalente del GCSE inglese

Per il diploma di laurea non ci sono grossi problemi: è sufficiente mandare una copia (anche solo una scansione) del proprio certificato di laurea e il NARIC conferma il possesso del titolo. Se poi si dovesse addirittura essere in possesso della pergamena di laurea, tanto meglio: una scansione della stessa eviterà eventuali pignolerie e richiesta di invio di ulteriori documenti.
A tal proposito occorre precisare che il NARIC conferma solo il possesso del titolo, non effettua la conversione del voto.
Esistono apposite tabelle online per vedersi riconosciuto il voto di laurea ai fini dell'ottenimento dell'esatto importo della borsa di studio governativa.

Per il GCSE la questione è un po' più contorta.
IL GCSE è l'esame che gli inglesi fanno l'ultimo anno della loro scuola dell'obbligo (corrispondente al nostro terzo superiore), ossia a 16 anni.
Le materie per le quali occorre dimostrare di essere equivalenti ad un GCSE inglese sono:
  • matematica
Se si è studiata matematica fino al quinto superiore e sulla pagella del primo quadrimestre del quinto anno si ha la sufficienza (ma è ovvio... non lo capiscono gli inglesi che senza averla noi non veniamo neanche ammessi agli esami di Stato!!!), non ci sono problemi, l'equivalenza viene automaticamente riconosciuta per questa materia.
Se si è frequentata una scuola superiore che prevedeva lo studio della matematica soltanto fino al quarto anno la situazione diventa un po' più "sofferta": gli si deve far capire che il GCSE viene fatto nell'anno equivalente al nostro terzo superiore e averla fatta fino in quarto è qualcosa in più rispetto al GCSE... quindi, insistendo, si dovrebbe ottenere il riconoscimento anche in questo caso.
  • inglese
Non essendo noi italiani madrelingua inglesi o bilingue, a meno che non si sia frequentata una scuola in cui l'insegnamento venisse impartito completamente in lingua inglese, l'aver studiato inglese alle superiori non ci basta per ottenere il riconoscimento dell'equivalenza con il GCSE.
Alcune Università accettano la laurea in Lingue e Letteratura Straniere con lingua principale inglese come soluzione al problema.
La maggior parte, invece, richiede una certificazione internazionale oppure un equivalent test.
Se non si è in possesso di alcuna certificazione internazionale, conviene fare l'IELTS (tipologia Academic) perchè è la più richiesta. Se, invece, si è in possesso di altra certificazione, si può contattare l'Università chiedendo che se possa essere riconosciuta come equivalente al GCSE.
Alternativamente alcune Università mettono a disposizione la possibilità di effettuare un equivalent test che, a differenza dell'IELTS non ha validità internazionale, ma è gratuito.
I voti minimi richiesti come media generale e per i singoli task variano da un'Università all'altra.

La certificazione del possesso dei titoli arriva per posta all'indirizzo indicato nella pratica non prima di tre settimane.

Ultimo utile pro-memoria: anche se non necessari per ottenere la conversione dal NARIC, la pergamena di laurea e le pagelle del quinto anno di scuola superiore occorreranno (anche fotocopiate) all'Università presso la quale si verrà ammessi, al fine del rilascio della borsa di studio, quindi, se non se ne è in possesso, meglio avviare le pratiche per richiederle.

Application: la scelta delle Università

La prima scelta da effettuare è quella dell’Università presso la quale si vorrà seguire il corso.
Il sito di riferimento è quello del GTTR (Graduate Teacher Training Registry).
La lista di tutte le Università del Regno Unito è fruibile alla pagina http://www.gttr.ac.uk/students/beforeyouapply/wheretotrain/listofproviders/
Volendo invece interrogare l’elenco per parametri di ricerca (inerenti ad esempio la classe di età degli alunni di proprio interesse oppure la materia che si intende insegnare) si può utilizzare la pagina http://search.gttr.ac.uk/cgi-bin/hsrun.hse/General/gttr_search/gttr_search.hjx;start=gttr_search.HsForm.run

Si tenga presente che tutto quello che descrivo in questo blog è riferito ad Università dell’Inghilterra e del Galles: la Scozia segue procedure differenti (per esempio in Scozia non sono previste le borse di studio governative, ma neanche le tasse di iscrizione al corso, che è gratuito).

Ovviamente le scelte sono soggettive: si può scegliere un’Università perché interessati a vivere nella città in cui la stessa si trova, oppure perché è uno degli istituti che fornisce il corso di proprio interesse (per esempio per Modern Foreign Languages non tutti i providers offrono l’italiano come lingua straniera) o perché i suoi parametri di accesso sono più congeniali al proprio curriculum (io, per esempio, ho scelto le Università in base alla loro richiesta di voto minimo da ottenere allo IELTS: ho selezionato tutte quelle che richiedevano 6… anche se poi sono riuscita ad ottenere un voto più alto, ma non avendo ancora fatto l’esame, non volevo correre rischi di essere presa dall’Università ma essere poi scartata perché non avessi ottenuto il voto richiesto), o perché non rompe troppo con l'observation (in linea di massima tutte le Università chiedono di aver fatto almeno 10 giorni di osservazione in una scuola inglese, ma ce ne sono alcune che si accontentano anche solo di 2-3 giorni).

Il consiglio è quello di contattare via email le Università di proprio interesse (i riferimenti sono presenti sul sito del GTTR alla pagina di ciascun istituto) e vedere come rispondono: se si mostrano interessati o particolarmente pretenziosi (per esempio qualcuno potrebbe avere problemi con il voto minimo di laurea richiesto), quali sono i loro requisiti minimi relativi all’inglese e alla matematica, se hanno delle agevolazioni per gli studenti… insomma il minimo indispensabile che serve sapere per farsi un’idea di come gestiscono la questione.

Il primo anno che mi interessai al PGCE contattai tutte le Università del Regno Unito, scrivendo questa email:

Good morning. My name is Barbara ........ and I am Italian. 
For long time I have been interested in teaching and I am now planning to move to UK to study and work as a teacher. 
While starting my application procedure for September via the GTTR website, I have thought to collect some information about the Universities I may include in my choices in order to obtain a PGCE. 
I am strongly interested in PGCE in Secondary Mathematics.
I would like to ask you a few questions about your courses. 

  1. Could you tell me something about the "philosophy" of your courses? 
  2. Would you see any particular problem in having a student coming from a different school system, and for whom English is not the first language? 
  3. Do you require foreign students to take the IELTS test? In this case, what is the minimum score that you require? 
  4. Do you offer equivalency tests for GCSE in English? My Italian qualifications surely compares to a GCSE in Maths but I am not sure about the English as I studied it as a foreign language. 
  5. Would you recommend any preparation (i.e. some days of school experience) in order to increase my chance to be invited for an interview? 
  6. What is the cost of the course? Is there a bursary available for courses starting in September?
  7. As far as you know, is there possibility to obtain a College accommodation at your University?
  8. What facilities and support do you offer to students? 
Thank you very much for any information you will give me.
Barbara ........


La questione dei requisiti di inglese e matematica è abbastanza semplice da comprendere: loro vogliono che ci sia un livello di conoscenza pari alla conoscenza dei loro diplomati (GCSE).
Quasi tutte le Università riconoscono sufficiente il nostro diploma superiore per soddisfare i loro livello di matematica richiesto, equivalente ad un GCSE inglese.
La stessa cosa non vale per l’inglese: essendo insegnato come seconda lingua da noi, non è riconosciuto equivalente al loro GCSE. Per ottenere l’equivalenza bisogna esibire una certificazione internazionale (la preferita è l’IELTS di tipo accademico), con il voto minimo che la stessa Università indica, oppure sostenere un’Equivalency Test (se l’Università lo mette a disposizione, conviene scegliere questa opzione, essendo molto più economica dell’IELTS!).

Una volta individuate le proprie Università preferite, bisogna fare una sorta di graduatoria e selezionare le prime quattro.
Il procedimento di iscrizione, infatti, è il seguente: si indicano le quattro Università preferite, in ordine di preferenza. La prima Università prenderà in carico la domanda e la esaminerà: se la riterrà interessante, convocherà il candidato per una interview, altrimenti passerà la domanda alla seconda Università indicata. Nel caso tutto il processo selettivo dovesse andare bene con la prima Università (o con una delle successive) sarà quello l’istituto presso il quale si andrà a seguire il corso, quindi l’ordine di preferenze è importante!

PGCE: cosa è e come ho scoperto della sua esistenza

Correva l’anno 2009, non mi ero ancora laureata, ma il mio grandissimo amore per il mondo anglosassone unito al fortissimo desiderio di fare un’esperienza di studio e lavoro all’estero, mi fecero pensare “Oh, la matematica è matematica ovunque… l’inglese lo so…”, quindi digitai su Google “insegnare matematica all’estero”.
Uno dei primi risultati restituiti dalla ricerca fu il post http://thepubafterschool.blogspot.it/2008/10/come-si-fa-ad-insegnare-in-inghilterra.html  nel blog “Il pub sotto scuola”.
Ne diedi una lettura molto interessata e subito contattai tramite un commento l’autore, che mi rispose molto gentilmente e mi rimandò anche alla pagina Facebook che aveva creato per l’argomento, ossia European teachers - Insegnanti in giro per l'Europa.

E’ da allora che inseguo questa avventura ed è da allora che ho scoperto che Marco Martinelli, autore del blog, è veramente una persona infinitamente gentile e disponibile. Lui insegna da ormai 6 anni sul suolo della Regina, ma non disdegna mai consigli e suggerimenti a chiunque gliene chieda.
Ormai la pagina Facebook si è talmente ampliata che gli stessi iscritti rispondono a domande e problemi dei nuovi arrivati.

Al momento posso soltanto dire che cosa sia il PGCE per quello che ne ho appreso a livello teorico e in base alle esperienze fatte da altre persone, dato che io stessa non l’ho ancora “sperimentato”.

Il PGCE altro non è che il percorso equivalente alla nostra vecchia SISS, per ottenere l’abilitazione all’insegnamento nelle scuole superiori o inferiori.
Per un periodo che va dagli otto ai dieci mesi (a seconda dell’Università presso la quale si decide di seguire il corso) si partecipa a lezioni teoriche all’Università e si fa pratica di insegnamento in classe, seguiti dai tutor designati in ogni singola scuola ove si viene mandati.

Alla fine del primo anno si diventa insegnanti abilitati, successivamente, con un anno di induction, si ottiene il titolo “finito”, spendibile anche nel resto d’Europa, quindi riconosciuto anche in Italia.

Un altro aspetto estremamente positivo di questo tipo di percorso è che il governo inglese stanzia delle cospicue borse di studio per diventare insegnanti, soprattutto nelle discipline per le quali c’è maggiore richiesta di personale quindi, anche a fronte di tasse di iscrizione molto alte rispetto agli standard italiani, ci si riesce a pagare il corso e anche la vita durante lo stesso.

Non solo: le tasse di iscrizione possono essere rateizzate e non pagate prima dell’inizio di un lavoro effettivo da insegnante, che garantisca un guadagno superiore ad una certa soglia. Insomma è un prestito governativo a lunghissima scadenza e con bassissimi interessi.

Per finire gli anni spesi in UK come insegnanti vengono riconosciuti, ai fini del punteggio in graduatoria, anche in Italia.

Insomma una serie di motivi che, per chiunque abbia il desiderio di insegnare e non sia riuscito ad abilitarsi in Italia, rende il PGCE una strada davvero molto interessante.